Santuario della Madonnetta

2015-09-06 · Vetitreesima Domenica fra l'anno · Anno B

Vetitreesima Domenica fra l'anno

Letture: Isaia 35, 4‑7a; Giacomo 2, 1‑5; Marco 7, 31‑37

Fa udire i sordi e fa parlare i muti

Letture: Isaia 35, 4‑7a; Giacomo 2, 1‑5; Marco 7, 31‑37.

 1 - Un messaggio ‑ Il profeta Isaia mette sulla nostra bocca una parola di speranza per l’umanità malata e avvilita, che ha perduto perfino la forza di pregare: ‘Dite agli smarriti di cuore: coraggio! Non temete; ecco il nostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi’. Con l’arrivo di Dio, che Cristo attualizza anche oggi, tutto sarà possibile! Anche noi, forse e in qualche misura, siamo smarriti di cuore perché stanchi e delusi da una situazione scoraggiante, senza risultati e prospettive future; con l’amarezza nel cuore perché ci sentiamo incompresi e soli a combattere nella vita di ogni giorno.

 2 ‑ Il sordomuto ‑ La ragione profonda dello smarrimento del cuore sta nella incapacità per l’uomo di ascoltare e parlare con Dio, con se stesso, con gli altri. Gesù, guarendo il sordomuto, localizza la malattia dello spirito umano: il peccato rende sordi agli appelli della coscienza e muti di fronte alla realtà che ci interpella. Egli è venuto per restituire ad ogni uomo la capacità di ascoltare Dio e proclamare con la vita il suo amore. Noi siamo nella stessa condizione del sordo‑muto del Vangelo: accostiamoci al nostro medico celeste: ‘E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: ‘Effatà’, cioè, ‘Apriti’!

 3 ‑ La liberazione ‑ La salvezza libera interiormente perché ci restituisce tutta intera la nostra capacità di conoscere e amare. Un uomo è veramente libero quando, non solo è esente da pressioni esterne, ma anche da condizionamenti interni. Se la libertà è malata per la consuetudine del peccato, l’uomo di fatto diventa sordo agli stimoli della grazia divina e muto di fronte agli appelli dell’amore. In queste condizioni è possibile soltanto un ‘dialogo tra sordi’. Ecco il miracolo di cui abbiamo bisogno: un cuore pronto all’ascolto e aperto a tutti.

 4 ‑ Un esempio ‑ Lo formula in modo assai efficace S. Giacomo: ‘Supponiamo che entri in una vostra adunanza qualcuno vestito splendidamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Al primo dite: Tu siediti qui comodamente, all’altro invece: Tu mettiti in piedi lì. Non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi’? Sordi e muti, dunque, al grido dei poveri, dei piccoli, degli innocenti, degli indifesi, dei perseguitati, dei sofferenti, degli emarginati.

 5 ‑ Le varie fasi – Eccole: a) aprire il nostro cuore con umiltà e fiducia al dialogo con Dio, preoccupandoci di ascoltarlo più che di parlargli; b) anche nel dialogo con gli altri iniziamo ascoltando e accogliendo; c) infondiamo fiducia con la nostra serenità e dolcezza; d) non spendiamo molte parole, non abbiamo fretta, non imponiamo nulla; e) lavoriamo con il Signore.