2014-02-23 · Settima Domenica · Anno A
Settima Domenica fra l'anno
Letture: Levitico 19, 1 2.17 18; 1 Corinzi 3, 16 23; Matteo 5, 38 48
Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori.
Letture: Levitico 19, 1 2.17 18; 1 Corinzi 3, 16 23; Matteo 5, 38 48.
1 - Il punto di riferimento - L’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è chiamato a imitare in tutto la perfezione di Dio: ‘Siate santi perché io, il Signore Dio vostro, sono santo’(Levitico) – ‘Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste’ (Vangelo).
2 - Un equivoco - Gesù cita il proverbio degli antichi: ‘Occhio per occhio e dente per dente’ per introdurre il discorso del perdono cristiano. Intanto Mosè aveva introdotto questo criterio, non per autorizzare la vendetta personale dell’offeso, ma per scoraggiare il delinquente, cui veniva irrogata pubblicamente una pena proporzionale al danno arrecato alla vittima.
3 - L’altra guancia - Non basta per Gesù applicare il principio della giustizia distributiva: A ciascuno il suo’. Egli introduce un altro principio e metodo per amministrare la giustizia: correggere per recuperare il delinquente o il nemico. Sono tre le cose da fare: a) risarcire i danni materiali e morali alla vittima, b) ‘non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello’; c) ‘rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui’ (Levitico). Ecco chiarito il senso delle parole paradossali di Gesù: ‘Se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra’. L’altra guancia o l’altro miglio è il perdono attivo, che richiede spesso tempi lunghi e prolungati!
4 - Una domanda - Perché oggi la vita sociale è così ‘violenta’? I motivi sono molti: a) personali (carattere iroso e prepotente, mancanza di autocontrollo, ambizione, invidia); b) familiari (educazione autoritaria o repressiva, carenze affettive, incomprensioni, modelli negativi); c) sociali (cultura della competizione e della violenza, emarginazione sociale, stato di necessità, provocazione, lotta per emergere o sopravvivere, incomprensione, solitudine, paura, esibizionismo). Questi motivi sono sostanzialmente il risultato di un rapporto di forza, non di mitezza, con se stessi e con gli altri.
5 - La pace - La violenza è sempre un atto di debolezza: violenti i prepotenti, violenti i paurosi. La soluzione sta nell’instaurare un rapporto sereno e accogliente con gli altri, dando fiducia ed eliminando sospetti, diffidenza, preconcetti. Talvolta è sufficiente aprirsi e conoscersi per far cadere barrire antiche: ‘Amicizie memorabili, matrimoni in crisi sono stati salvati dopo un perdono difficile’(Cantalamessa). Dunque, per costruire la pace, occorrono apertura mentale, ascolto, dialogo, fiducia nell’altro. Alla ragione della forza dobbiamo opporre la forza della ragione e le ragioni del cuore.
La violenza distrugge prima di tutto chi la compie: ‘Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui’ (S.Paolo). Oggi è urgente agire sui ragazzi e sui giovani perché entrino nella società in modo sereno e si sentano accolti da amici e fratelli.