2014-05-25 · Sesta Domenica · Anno A
Sesta Domenica di Pasqua
Letture: Atti 8, 5 8.14 17; 1 Pietro 3, 15 18; Giovanni 14, 15 21
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre.
Letture: Atti 8, 5 8.14 17; 1 Pietro 3, 15 18; Giovanni 14, 15 21.
1 - Il testamento di Gesù - Quando un genitore parla per l’ultima volta ai figli, lascia in ricordo l’esempio della sua vita e raccomanda loro di volersi bene. Gesù ha voluto fare di più: ci ha lasciato un ‘altro’ Consolatore, cioè lo Spirito Santo in persona, per mezzo del quale il Padre e il Figlio saranno sempre con noi.
2 - Il Consolatore - Questo è il nome proprio dello Spirito Santo in quanto ne definisce in pieno il suo ruolo di salvezza, facendosi accanto ad ogni uomo per colmare la sua solitudine. La consolazione di Dio è il suo stesso ‘Amore di Madre’ per tutti gli uomini: guida di verità per l’intelligenza e sostegno di grazia per la volontà. Egli assomma in sé tutti i compiti del Padre e del Figlio: aiuto, consigliere, avvocato, difensore, protettore, intercessore. Egli consola anche perché alimenta la speranza nella presenza di Cristo e nella nostra unione con Lui e fra noi: ‘In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi’.
3 - Ospite dell’anima – ‘Carissimi – scrive l’apostolo Pietro - adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della vostra speranza che è in voi’. La ragione numero-uno della nostra speranza è proprio lo Spirito Santo! Egli è tutto per noi. Ci parla dentro, rivela il mistero d’amore che Dio ha su di noi e ci introduce all’intimità con Dio. Il suo linguaggio è chiaro e forte, anche se talvolta non ‘spiegato’. Con Lui possiamo fare vera esperienza di Dio in terra, con una conoscenza più intima e personale dei segreti divini, che lo Spirito Santo ci rivela ogni giorno.
4 - Il tempio di Dio - La dimora per eccellenza di Dio sulla terra è il cuore dell’uomo: ‘Non sapete che siete il tempio dello Spirito Santo’? Quanta forza da questa presenza consolatrice! Ecco allora alcuni punti concreti da realizzare per garantirci questa intima presenza: non offendere mai Dio con pensieri, desideri e azioni contrari al suo amore; soffrire e lottare senza perdersi d’animo; lasciarsi guidare in tutto dalla sua voce interiore, ossia dai suoi desideri; riconoscere e rispettare Dio negli altri; non fidarsi mai solo di se stessi, ma considerare tutto il bene compiuto come dono dello Spirito: ‘Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui’.
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