Santuario della Madonnetta

2015-08-09 · Diciannovesima Domenica · Anno B

Diciannovesima Domenica fra l'anno

Letture: I Re 19, 4‑8; Efesini 4, 30 ‑ 5, 2; Giovanni 6, 41‑51

Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo

Letture: I Re 19, 4‑8; Efesini 4, 30 ‑ 5, 2; Giovanni 6, 41‑51.

1 ‑ Pane dal cielo ‑ Il grande profeta Elia, perseguitato a morte dal re Acab e dai sacerdoti di Baal, fugge nel deserto. Non trova più scampo e decide in cuor suo di farla finita: lasciarsi morire sotto un ginepro: ‘Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perc­hé io non sono migliore dei miei padri’. Ma un angelo dal cie­lo lo scuote e gli offre una focaccia con un orcio di acqua. Tornano le forze, si rinfranca lo spirito. Elia cammina per qua­ranta giorni fino al monte delle rivelazioni di Dio, l’Oreb o Sinai, e lassù riconferma davanti a Dio la sua fedeltà di profeta.

2 - Il Viatico - La grazia di Dio - e soprattutto l’Eucarestia - è la forza divina e il nutrimento che sostiene i figli di Dio in cammino verso la patria del cielo. Per questo si chiama il viatico, cioè il pane dei pellegrini durante il lungo viaggio della vita terrena: ‘Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino’ (Salmo responsoriale). E anche per ogni uomo viene il giorno della prova suprema, che sembra spazzare via gli ultimi residui di forze. In quei momenti cruciali a chi appellarsi, a chi chiedere soccorso? Ascoltiamo allora Gesù: ‘In verità vi dico: se non mangiate la mia carne e non bevete il mio sangue, morirete tutti’ (Vangelo). Il cibo e la bevanda, che mantiene in vita l’uomo, è soltanto Cristo eucaristico.

3 - Il Tabernacolo - Nell’antico testamento si legge che Dio ha volu­to essere visibilmente presente in mezzo al suo popolo attraverso il cosiddetto ‘Ta­bernacolo’ o tenda del Convegno: segno della presenza del Pellegrino divino in mezzo al suo popolo. Anche l’evangelista Giovanni nel Prologo riba­disce che il Verbo di Dio, facendosi uomo, pose la sua Tenda, cioè il suo corpo in mezzo a noi. Oggi nelle chiese cattoliche di tutto il mondo c’è il Tabernacolo che custodisce il Corpo del Signore: Gesù è il Pellegrino costantemente presente, il Pane quotidiano a disposizione di tutti. Se­gno indubbio che, di quel Pane, c’è sempre bisogno!

4 ‑ Due momenti ‑ Il nostro rapporto con Dio si sviluppa praticamente in due momenti: l’ascolto della Parola attraverso la fede, il nutrimento dell’anima attraverso il sacramento dell’Eucaristia. La grazia della fede ci conduce all’Eucaristia e il sacramento rafforza la nostra fede. Non basta, dunque, ascoltare la Parola di Dio nella Bibbia o attraverso la catechesi, ma è indispensabile ricevere la Vita di Dio nei sacramenti (confessione e comunione): ‘Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, ­viene a me. Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre’ – ‘Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo’.

5 ‑Punti concreti ‑ Nella vita di troppi cristiani c’è uno squili­brio evidente: o ci si limita ad ascoltare la Parola di Dio senza accostarci ai sacramenti (confessione, eucarestia) o si ricevono i sacramenti senza l’ascolto della Parola di Dio. La cate­chesi e i sacramenti sono inscindibilmente necessari per un au­tentico cammino di fede, che consenta di vi­vere una vita morale autenticamente cristiana! Ci raccomanda Paolo: ‘Fatevi imitatori di Dio e camminate nell’amore stesso di Cristo’.

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