2014-06-01 · Nona Domenica · Anno A
Nona Domenica fra l'anno
Letture: Deuteronomio 11,18.26-28; Romani 3,21-28; Matteo 7,21-27
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio
Letture: Deuteronomio 11,18.26-28; Romani 3,21-28; Matteo 7,21-27.
1 - La casa - Il Vangelo descrive molto bene la ‘parabola della vita: come costruire una casa a prova di tempeste e di terremoti, veramente incrollabile! Secondo l’espressione del Deuteronomio, questa è la benedizione o maledizione divina, cioè l’approvazione o la riprovazione di Dio su una vita costruita bene o costruita male: ‘Se obbedirete ai miei comandamenti o se li trasgredirete’. La stabilità della casa personale è data dal rispetto della legge naturale, espressione della santa volontà di Dio. I cosiddetti comandamenti non sono altro che i ‘valori’ della vita, di cui non si può assolutamente fare a meno: la verità, l’amore, l’unità. Insomma: tutto Dio e tutto l’uomo.
2 - La roccia e la sabbia - La vita dell’uomo, come qualsiasi costruzione, richiede un sostegno stabile, al quale ancorare le fondazioni. Il Vangelo pone come fondamento della vita questo principio: ‘Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Il significato è trasparente: la fede, se è autentica, non può limitarsi all’ascolto, ma deve essere operante, altrimenti è una pura illusione, cioè sabbia inconsistente. Ogni parola di Dio è un invito ad operare concretamente, ogni giorno, per realizzare il nostro progetto di vita. La roccia è inamovibile, la sabbia è un frammento che si dissolve.
3 - Fede e opere - S. Paolo ci ricorda anche che, come le opere derivano dalla fede, così la fede deriva dalla grazia di Dio, che Cristo ci ha meritata morendo sulla croce: ‘Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede nel suo sangue. Noi riteniamo che l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge. Questa fede nella grazia di Dio si traduce allora logicamente in un atteggiamento di continua umiltà e preghiera.
4- Le opere della fede - La prima opera è sentirci dei salvati, sempre bisognosi di salvezza. Ci appoggiamo in tutto alla misericordia di Dio, la chiediamo e ci sforziamo di meritarla con la preghiera e i sacramenti. La seconda opera è fare la volontà del Padre, cioè amarlo con tutto il cuore e sentirci figli suoi nella libertà dell’amore. La terza opera è amare i fratelli come Cristo ci ha insegnato con la sua vita. La fede senza queste opere, è nient’altro che sabbia inconsistente.
5 - Punti concreti - Molti ci tengono a dire che credono in Dio e nel Vangelo di Gesù, ma hanno praticamente abbandonato ogni forma di vita spirituale (la preghiera personale e in famiglia, la messa festiva, il sacramento della confessione e dell’ eucarestia). Altri vogliono conciliare la fede con un modello di vita che non ha nulla di cristiano e molte volte offende la dignità umana (disonestà, egoismo, materialismo, violazione del diritto alla vita, disinteresse per il bene comune). Può convivere la fede con questi comportamenti?
6 - La prova dei fatti - Le tempeste della vita verificano puntualmente la qualità della fede: insuccessi, fallimenti, delusioni, contestazioni, persecuzioni, tentazioni, cattivi esempi e scandali. Se la fede è autentica, essa attraverso le prove della vita si rafforza sempre più e si stabilizza definitivamente. Il tutto è pura grazia di Dio, ottenuta con la preghiera e la buona volontà. Non ci può essere stabilità se la nostra vita non è ancorata in Dio e nell’eternità.