Santuario della Madonnetta

2013-09-08 · Ventitreesima Domenica · Anno C

Ventitreesima Domenica fra l'anno

Letture: Sapienza 9, 13 l9; Filèmone 9 10.12 17; Luca 14, 25 33.

Chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

Letture: Sapienza 9, 13 l9; Filèmone 9 10.12 17; Luca 14, 25 33..

1 -La sapienza del cuore - La liturgia della Parola ci impegna a scoprire questo grande dono di Dio: l’amore sapienziale della fede cristiana, e a viverlo in modo elevato e completo. Essa ci insegna il pensiero e il volere di Dio, ci aiuta a ‘rintracciare le cose del cielo, a contare i giorni della vita, a raddrizzare i sentieri di chi è sulla terra’. Tutto ciò è opera della fede, dono dello Spirito inviato dall’alto. Quindi il ‘cuore’ è il dono più prezioso dell’uomo, in quanto esso è la dimensione mistica che lo lega indissolubilmente ai valori divini ed eterni.

2 -Discepoli di Cristo - Parola di Cristo: ‘Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo’. Come dire: seguire Cristo nel suo amore supremo al Padre per salvare tutti gli uomini,significa imitarlo. Nessuno può amare Cristo se gli preferisce se stesso o le creature.

3 - Prigionieri di Cristo - Ha ragione Paolo quando si definisce ‘prigioniero per Cristo Gesù’. Lui gli aveva donato infatti la vera LIBERTÀ! Chi ama Cristo, si sente ‘prigioniero’ di questo amore esigentissimo. L’amore di Cristo libera gli schiavi delle passioni o degli uomini (come lo schiavo Onesimo), dando ad essi la vera libertà dei figli di Dio. Questo amore, che talvolta sembra ‘odio’ verso il padre, i figli, se stessi, ci fa riscoprire gli altri in una luce nuova: ‘Non più come schiavo, ma come un fratello carissimo; sia come uomo, sia come fratello nel Signore’.

4 - Calcoliamo la spesa - Non bastano certamente le sole forze umane a condurre a termine questa impresa. Il Vangelo ci esorta a rinunziare ‘ai propri averi’: progetti, terreni, calcoli personali, vedute ristrette, per abbandonarci con assoluta libertà e fiducia alla grazia onnipotente di Dio. Preghiamo sempre e ascoltiamo in tutto i consigli di Dio, anche quando si tratta di ‘portare la croce’: ‘O Signore, rafforza per noi l’opera delle nostre mani’!

5 - Una domanda - Siamo anche noi fra coloro che ‘hanno iniziato, ma non hanno saputo portare a compimento’ l’impresa gigantesca della edificazione della propria vita? Oppure stiamo forse ridimensionando il ‘progetto umano cristiano’ della nostra vita per portarlo su comodi cliché di egoismo e quieto vivere? Ci sentiamo DENTRO con tutte le forze al progetto cristiano di trasformare il mondo in una famiglia di figli di Dio? Il Signore chiama ancora tutti all’impresa: ‘ritornate, figli dell’uomo’!

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