2012-12-25 · Natale del Signore · Anno C
Natale del Signore
Letture: Isaia 9,24
Oggi vi è nato un Salvatore, che è il Cristo Signore
Letture: Isaia 9,24. 67; Tito 2,1114; Luca 2,114.
1 L’ambiente Esso è quanto di più povero, umile, familiare e intimo si possa immaginare. Pensiamo alle condizioni precarie di Maria dopo il lungo viaggio da Nazareth a Betlemme, ridotta a cercare un rifugio aperto nella campagna perché per loro non c’é posto, né presso i parenti né altrove; pensiamo alla notte fredda di dicembre, al sudiciume della grotta, alla solitudine… Ma tutto ciò non conta nulla di fronte a quello che sta per accadere: il Salvatore del mondo, l’Atteso delle genti, la Luce vera che illumina ogni uomo viene a distruggere le tenebre del male!
2 Uno come noi in tutto Ecco la prima verità del Natale, che apre il cuore di tutti alla speranza: il Signore ha voluto assumere tutta la povertà e la miseria della condizione umana per farla sua e liberarcene. Nella grotta di Betlem è presente ogni peccato, ogni dolore, ogni desiderio di riscatto dell’umanità intera. I1 Signore è veramente uno come noi. Anzi, l’Emanuele: il Dioconnoi.
3 La Luce vince le tenebre Cosa c’è di più toccante di un bimbo che muove i primi vagiti? Ebbene, Dio ha voluto mostrarsi così per convincerci a non aver più paura di Lui, di non pensarlo soltanto grande, inavvicinabile nello sfarzo della sua onnipotenza, terribile nella sua implacabile giustizia, lontano e inaccessibile nella sua superiorità infinita. La Luce che vince le tenebre è nient’altro che il suo amore, umanissimo perché divino. Da essa emana quel calore che fa rivivere tutti i cuori, inariditi nella violenza dell’egoismo e dell’odio.
4 Gloria a Dio… Pace in terra La ‘buona volontà’ in un uomo nasce quando egli si sente amato. Non può essere diversamente. In tal modo Dio invita dolcemente e irresistibilmente l’uomo a riprendere fiducia, serenità, entusiasmo, buona volontà attraverso le prove tangibili del suo amore. Nella realtà di un Dio fatto bambino, che morirà sulla croce sta la prova definitiva del suo amore.
5 Nell’uomo c’è Dio Chi di noi non ama un bambino appena nato? Questa è la prima rappresentazione dell’uomo e la più convincente. L’efficacia del Natale è pari alla novità assoluta di un bambino che è Dio. Per questo il messaggio di Betlemme è un invito implicito ad amare tutto l’uomo, dal più piccolo e debole al più grande, a far pace fra noi, a non assumere atteggiamenti di superiorità e di ostilità, ad accogliere in quel Bambino tutti i piccoli, i poveri, i sofferenti. Insomma, a vivere come in quelle prime ore di luce che ha vissuto l’umanità nella grotta di Betlemme.
6 Gesù nasce in te Il nucleo essenziale del mistero natalizio risiede in questa fondamentale rivelazione: Dio è dentro di me, è una sola cosa con me. La forza nuova per affrontare la vita di tutti i giorni la trovo in Lui. Non sono mai solo e perduto, non sono abbandonato da Dio, non sono impari le mie forze di fronte alle prove della vità: c’è Lui! Ogni cristiano non può celebrare il Natale senza aver colto questo primo risultato: possedere Dio fino in fondo per realizzarsi compiutamente.
7 – Maria è madre di Gesù e nostra - Maria è diventata madre per la sua santità e pienezza di grazia. Poté concepire in modo verginale Cristo nel seno, in quanto lo aveva concepito prima nel cuore, attraverso la verginità della fede: ‘Di nessun valore sarebbe stata per Maria la stessa divina maternità, se lei non avesse portato Cristo più felicemente nel cuore che non nella gestazione della carne (S. Verginità 3). Ella, come ha cooperato attivamente alla concezione fisica del Verbo nel suo seno, così coopera attivamente alla concezione spirituale dei fedeli nel grembo della Chiesa. Diceva S. Francesco: ‘Chi vuol progredire nella vita di Dio, ha bisogno di una madre: Maria’.