2015-05-02
Il mio Battesimo alla Madonnetta
Le chiese genovesi hanno sempre attirato la mia attenzione per la ricchezza straordinaria di capolavori dell’arte romanica, gotica, rinascimentale e perfino liberty; ma soprattutto ammiro le chiese barocche, che assomigliano a bomboniere, ricche di inestimabili gioielli. Le ho studiate con una vera venerazione domandandomi: ‘Che cosa mai ha potuto ispirare ai genovesi la realizzazione di templi così fastosi, dedicandovi tempo, talenti e denaro a profusione?
La mia sorpresa era in gran parte dovuta al fatto che io sono nata in Ucraina, quando la mia nazione faceva parte integrante dell’Unione Sovietica, appena pochi anni dopo la morte di Stalin. In quella zona orientale, confinante con la Russia, purtroppo non era rimasta più alcuna traccia di chiese cristiane ed era assolutamente interdetta ogni pratica religiosa. Infatti ricordo che solo i miei nonni, di fede ortodossa, pregavano di nascosto in casa. Successivamente ho frequentato la scuola primaria e secondaria, poi mi sono iscritta all’università, ove era imposto come unica religione un aggressivo e violento ateismo. Ho domandato naturalmente a mia madre se ero stata battezzata, ma lei mi rispondeva sempre che proprio non lo ricordava. Quando però sono nati i miei figli, ho chiesto a una mia vecchia parente di battezzarli di nascosto ed ella ha assecondato il mio desiderio. Ora, se questo fatto fosse stato scoperto, io rischiavo due anni di carcere e certamente avrei compromesso la mia carriera giornalistica.
Iniziai nel 1992 la mia prima ricerca religiosa perché mi fu regalato il primo Vangelo in lingua russa, stampato in Canada. Avendo in quel periodo perso il lavoro, mi dedicai per una settimana intera a leggerlo attentamente; da quel momento ho preso l’abitudine di aprirlo ogni giorno, al mattino, per rileggerne qualche breve testo.
Nel 2000 ho dovuto emigrare per poter mantenere agli studi mio figlio Sergio. La scelta è caduta proprio sull’Italia, precisamente la Liguria, perché fin da piccola sognavo di poter ammirare direttamente le bellezze naturali e i capolavori dell’arte italiana. Dopo un breve soggiorno a Chiavari, sono venuta ad abitare a Genova nel quartiere di Castelletto. Questa nuova sistemazione ha prodotto in me un cambiamento notevole di abitudini di vita e di pensiero. Nel frattempo ho potuto perfezionarmi sia nello studio della lingua italiana che nelle tecniche turistiche per acquisire la patente di guida in lingua russa.
Ora, dalla finestra della mia abitazione, situata in via Ausonia, potevo scorgere fra l’altro il campanile di una chiesa, molto disadorna all’esterno e collocata su uno sperone di roccia, che dominava dall’alto la città. Era proprio il santuario della Madonnetta. Alla prima persona che ho incontrato, domandai come si poteva arrivare fin lassù. E la signora mi indicò subito la strada, raccontandomi con tanto amore la storia miracolosa della Madonnetta, costruita in seguito alla apparizione della Madonna a un giovane novizio, monaco agostiniano scalzo, di nome Carlo Giacinto Sanguineti. Egli lo aveva realizzato in breve tempo secondo il modello, che la Madonna stessa, nel corso di una visione vespertina, gli aveva fatto vedere in tutta la sua bellezza interiore e mistica.
Andai subito alla Madonnetta secondo le indicazioni ricevute e fui immediatamente toccata nel profondo del cuore. Infatti, appena giunta nel piazzale antistante, ho sentito come allontanarsi del tutto ogni preoccupazione e problema quotidiano: sentivo vicino a me l’amore materno di Maria e della Chiesa. Scesi poi nella cappella sottostante della Madonna e qui sono stata accolta da P. Eugenio Cavallari, che mi ha fatto subito da guida, spiegandomi con tutti i particolari la storia e l’arte, ma soprattutto la spiritualità del santuario: ‘E’ una piccola Lourdes – mi disse – voluta dalla Madonna in Genova per la conversione dei peccatori’. Avvertii nettamente che nel santuario si respirava la presenza rassicurante di Maria e ogni dettaglio artistico era stato ispirato e guidato proprio da Lei.
In quel giorno memorabile \- era il 14 novembre 2013 \- iniziava una nuova pagina della mia vita. Infatti P. Eugenio mi chiese subito se desideravo collaborare al sito internet del santuario, traducendo in russo i pensieri antologici di S. Agostino per iniziare un dialogo a distanza con i popoli di cultura slava. Aderii ben volentieri all’invito, anche se devo confessare che non conoscevo nulla del grande genio di Ippona. E così ben presto ho scoperto la grandezza incomparabile della cultura e della spiritualità di questo Maestro, che precorre i secoli ed è sempre attuale. Lavorando ai testi di Agostino, ho avuto la netta sensazione, accompagnata da una crescente meraviglia, che essi siano stati creati appena ieri per essere letti domani! E invece sono stati scritti da ben milleseicento anni, ma tuttavia sono attualissimi e freschi come una primizia dell’oggi.
Naturalmente ho iniziato anche a frequentare con assiduità la santa messa, il rosario e tutte le funzioni in santuario. Inoltre per me è’ stata una esperienza indimenticabile poter far parte del gruppo di volontari, chiamati ‘amici della Madonnetta’, che accolgono i pellegrini e i visitatori, soprattutto durante le feste natalizie, per svelare loro i tesori di spiritualità attraverso il presepio, il museo e i reliquiari contenenti venticinquemila reliquie. Grazie poi alle funzioni straordinarie, prima fra tutte la veglia delle cinque di mattina del giorno dell’Assunta, al sito in nove lingue e ai numerosi servizi televisivi, ho constatato che cresceva sempre più il mio interesse straordinario verso la Madonnetta. Mi rendevo conto ormai che i visitatori giungevano un po’ da tutta l’Europa: io stessa ho condotto al santuario, fra gli altri, un gruppo di tartari provenienti dalla Siberia. Ma su tutto mi ha impressionata l’amore con cui i genovesi portano i figli e i nipotini al ‘loro’ santuario, obbedendo a una secolare tradizione di famiglia.
Cominciava a far capolino una domanda insistente: sarà mai possibile anche per me recuperare i valori cristiani, che avevo perso nel anni della dittatura bolscevica? Così, a poco a paco, è maturata lentamente la decisione di chiedere il Battesimo cattolico. In questo itinerario verso il cattolicesimo, oltre alle catechesi e letture di testi biblici, mi ha favorevolmente impressionato il clima di libertà e di cordiale familiarità che esiste tra i fedeli della comunità della Madonnetta e di Genova. Mi sono resa conto che è veramente determinante questo ‘clima’ della Chiesa cattolica, e convince più di tanti ragionamenti…
Il mio catecumenato è stato curato da P. Eugenio, il quale mi ha spiegato con tanta pazienza e amore le basi della fede, seguendo il testo del ‘Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica’. Passo dopo passo, mi ha seguito nella bellissima strada della scoperta delle ricchezze incredibili del cattolicesimo, soprattutto attraverso Agostino. Una esperienza che auguro di cuore a tutti.
Il rito del Battesimo l’ho vissuto nelle tre fasi preliminari: la prima domenica di quaresima nella cattedrale di Genova con l’accoglienza con il Card. Angelo Bagnasco e l’imposizione del nome cristiano di Anna; poi il mercoledì santo nel santuario con l’esorcismo, la ‘traditio’ del Simbolo Apostolico e del Padre nostro; infine con l’unzione dell’olio dei catecumeni nel pomeriggio del sabato santo. Infine alle ore 21, durante la solenne veglia pasquale, accompagnata dalla madrina e amica Angela Betti, ho partecipato al rito solenne del battesimo attraverso le promesse battesimali, la triplice infusione dell’acqua battesimale, l’unzione del sacro crisma, la consegna del cero e della veste candida. Non so descrivere l’emozione santa e liberante di quei momenti, certamente i più importanti della mia vita, nei quali ho avvertito che la Madonnetta è sempre stata al mio fianco in modo straordinario. Ma ho sentito vicino a me anche Agostino, pensando che anche lui ha ricevuto il suo battesimo in un’altra celebre notte di Pasqua a Milano il 24 aprile del 387: l’ho sentito come il mio padrino spirituale. La stessa gioia ed emozione ho scorto in tutti i presenti al sacro rito in quella indimenticabile veglia pasquale, e li ringrazio di cuore per quanto hanno fatto per me. Ora sto iniziando un nuovo cammino con il Signore Risorto nel cuore.
Olga Anna Chornobryvets